Ogni primavera, per secoli, i tonni hanno attraversato lo Stretto di Gibilterra per entrare nel Mediterraneo a riprodursi, e la costa trapanese li ha attesi con un sistema di reti, riti e comunità intere costruite attorno a un solo evento: la mattanza. A Favignana questo rapporto ha raggiunto la sua massima grandiosità: l’ex Stabilimento Florio, con i suoi archi che ricordano una cattedrale, fu il luogo dove un’intuizione imprenditoriale trasformò la pesca del tonno in un’industria che arrivò a catturare oltre 14.000 esemplari in una sola stagione.
Ma non è stata solo l’industria dei Florio a raccontare questa storia. A Bonagia, la torre saracena veglia ancora su un porticciolo dove le “cialome” — i canti dei tonnaroti — accompagnavano il lavoro delle reti, e i racconti del rais si tramandano di generazione in generazione. A Cornino, ai piedi del Monte Cofano, un’antica tonnara di origini medievali si è lasciata avvolgere dalla natura della riserva. A San Vito Lo Capo, la Tonnara del Secco — dichiarata luogo del cuore dal FAI — resta sospesa in un silenzio quasi cinematografico, tra vasche puniche e ricordi di un’ultima mattanza mai più ripetuta.
Percorrere questo itinerario significa attraversare l’intera parabola del tonno rosso in Sicilia: dal fasto industriale di Favignana alla malinconia di un mestiere che è quasi scomparso, fino a Trapani, dove — unico caso in Sicilia — la lavorazione del tonno continua ancora oggi, in un dialogo ininterrotto tra memoria e presente.
Le tappe sono in ordine di percorrenza. I segnaposto imperdibile indicano le soste da non saltare anche scegliendo un itinerario ridotto.
Traversata marittima Trapani–Favignana
Dal porto di Trapani alla tonnara
Da San Cusumano a Bonagia
Da Bonagia alla Riserva di Monte Cofano
Da Monte Cofano alla Tonnara del Secco
Partenza dell'itinerario
Qui inizia tutto: il porto peschereccio più importante d’Italia, dove ogni mattina la flotta rientra carica del pescato del Canale di Sicilia.
5 min a piedi dalla tappa 1
Il quartiere arabo dove convivenza e mestiere del mare si intrecciano da un millennio, e il museo che custodisce il ritrovamento più straordinario mai riemerso da queste acque.
– Passeggiata libera tra i vicoli della Casbah
– Visita al Museo del Satiro Danzante (Chiesa di Sant’Egidio, Piazza Plebiscito)
– Piazza Mokarta e Cattedrale del Santissimo Salvatore
~15 min in auto dalla tappa 2
Un borgo marinaro più piccolo e meno noto, dove il ritmo rallenta ulteriormente: la costa di Petrosino racconta un rapporto con il mare fatto di pesca artigianale e di fondali tra i più ricchi del trapanese.
– Passeggiata al porticciolo di Marina di Biscione
– Vista sulla Torre Sibiliana (XV secolo), antica torre di avvistamento costiero
– Sosta panoramica su Punta Biscione, tra i fondali più apprezzati dai subacquei del trapanese
~20 min in auto dalla tappa 3
Il cuore pulsante della vita cittadina: di giorno mercato ittico con il pescato dello Stagnone e del Canale di Sicilia, di sera luogo di movida.
– Visita al mercato ittico (mattino)
– Passeggiata su via Garibaldi verso Piazza della Repubblica
– Duomo normanno e Museo degli Arazzi
10 min in auto dal centro di Marsala
Saline, mulini a vento e la laguna che per secoli ha custodito Mozia: la chiusura naturale del racconto sul rapporto tra questa costa e il mare.
– Museo Archeologico Baglio Anselmi (relitto della Nave Punica)
– Passeggiata lungo le Saline Ettore e Infersa
– Traversata facoltativa per l’isola di Mozia
Collegamento marittimo o aereo da Trapani
Un’estensione dell’itinerario oltre la costa continentale: sull’isola nel cuore del Canale di Sicilia, la pesca resta un mestiere di famiglia, tramandato di padre in figlio, e il cous cous di pesce racconta la stessa contaminazione arabo-mediterranea vista a Mazara.
– Passeggiata al porto di Pantelleria, punto di partenza delle marinerie locali
– Escursione di pescaturismo: recupero delle reti a bordo con pescatori del posto
– Pranzo a bordo o in porto a base del pescato appena recuperato
[Nome operatore — Mazara del Vallo] — gambero rosso crudo, alla griglia, in tartare. Voucher circuito attivo.
[Nome operatore — Casbah] — cous cous di pesce secondo ricetta tradizionale.
[Nome operatore — Marsala] — pescato fresco dello Stagnone, abbinamento con vino Marsala.
[Nome operatore — Pantelleria] — cous cous di pesce pantesco e pescato azzurro, tappa dell’estensione via mare.
I marker con bordo continuo indicano una posizione verificata; quelli con bordo tratteggiato sono riferimenti indicativi, in attesa di verifica sul campo da parte del partenariato.
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